Il 4 febbraio, a Kabul, l’intelligence afghana ha fatto irruzione nella sede di una radio, sequestrando il materiale e arrestando due dipendenti. Le accuse sono di aver violato le norme di trasmissione e diffuso contenuti di reti televisive straniere. Radio Begum, infatti, è una radio e TV satellitare che trasmetteva in parte da Parigi, con un unico scopo: portare l’informazione e l’istruzione alle donne che, dal 2021, sono confinate in casa. Fondata da Hamida Aman, una donna afghana ora residente a Parigi, radio Begum era un modo per tante ragazze e donne di accedere alle lezioni previste dai programmi scolastici ufficiali, ma anche per riflettere su questioni come i ruoli di genere, soprattutto dopo che, l’anno scorso, era diventata anche canale televisivo. Quasi tre settimane dopo, il 22 febbraio, i talebani hanno consentito a Radio Begum di riprendere le trasmissioni, a condizione però che aderisca ai “principi di giornalismo” imposti dai talebani. Eppure, la sede non è ancora stata riaperta, e i giornalisti arrestati il 2 febbraio non sono stati rilasciati.
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Anna